La nascita e La rinascita
Luciana:
“Questa sera la testimonianza abbiamo pensato di darla io e mia figlia Martina. Una testimonianza che abbiamo voluto dedicare alla nascita e alla rinascita, testimoniando l’importanza della preghiera e della fede. Io da mamma, e lei da figlia. E di come la preghiera e la fede ci ha toccate in un momento di grande dolore e ci ha aiutato ad attraversare il dolore nella gioia.
Proprio come il brano del Vangelo che molti conoscono, della donna che perdeva sangue e della bambina di dodici anni che era morta.
Fare qui questa testimonianza in ospedale è molto emozionante, soprattutto anche perché con Martina non l’abbiamo mai fatto insieme, anche perché la mia fede nasce qui. Nasce proprio nell’ospedale di Vasto, al pronto soccorso la notte di Natale 2008, Martina fu colpita da un aneurisma all’improvviso e va in coma. Quella notte, qui in ospedale. Medici, infermieri, operatori sanitari, tecnici, tutti a lottare per la sua vita in un momento di grande dolore, anche grave, scusa, e mi dicono “Luciana prega”. Io non sapevo questa parola che cosa significasse o meglio, non sapevo la profondità della preghiera. Ho abbassato gli occhi e ho trovato questo santino. Questa sera porto proprio quello originale di quella notte, che è pieno di lacrime, di dolore, di angoscia, ma è anche pieno di speranza. Ed era Gesù della misericordia, Gesù misericordioso, confido in te abbi cura di Martina. Così ho iniziato a pregare e in questa preghiera si è unita una comunità di amici, familiari, conoscenti, tutte persone che hanno voluto dedicare la propria preghiera e il loro amore a questa situazione gravissima. Io ho ricevuto tanto coraggio, tanta forza, tanta vicinanza, un qualcosa che non so spiegare, una cosa che penso che siano delle sensazioni, che non sono umane, sono delle sensazioni che solo il Signore può donare. Io non mi sono mai sentita sola, grazie proprio alla preghiera di tanti, alla mia, ma anche a quella di tanti. Per questo dico, sono nata, sono nata una vita nuova, una vita che io non conoscevo, che non sapevo che esistesse una vita, che ho cominciato piano piano a conoscere e piano piano sto continuando a conoscere perché è una vita che è la vita dell’amore pieno, è la vita che si trasforma e grazie alla preghiera e grazie alla fede, penso e sento di essere nata a questa vita.
Proprio come la donna che perdeva sangue e vedendo Gesù passare gli toccò il mantello e Gesù con la fede ritrovata, guarisce le sue ferite. Io sento proprio questo grazie proprio alla preghiera. Quindi oggi, con il dono e la conoscenza che ho ricevuto, desidero donare questa mia preghiera, ma soprattutto la preghiera comunitaria, quella che facciamo e continuiamo a fare da 14 anni. E questo ovviamente fa bene a me, ma sento che fa bene a tutte le persone che ovviamente hanno bisogno della preghiera, perché sento, credo che la preghiera tutto può.
Adesso voglio passare la parola a Martina, perché questa è la mia esperienza da mamma, ma anche l’esperienza da figlia che ha avuto l’energia dell’amore, della preghiera. Quindi, per sentire anche la sua rinascita.
Martina:
“Buonasera a tutti. 14 anni fa è nato questo gruppo di preghiera. Io ero una bambina di dodici anni e allora forse non mi rendevo conto appieno del regalo che il Signore mi stava facendo, donandomi la forza che tante persone mi stavano trasmettendo con la preghiera. E poi la capacità di rialzarmi dopo un percorso difficile, è stata tutto una scoperta per me. Soltanto ora, ripensando a tutto il mio percorso, mi rendo conto della difficoltà e anche dell’impegno e della forza che avevo. Una forza che senza dubbio mi è stata donata dal Signore. Infatti, quando lo stavo vivendo avevo tantissime energie che mi ha fatto andare avanti e ora devo dire che questo per me è stato un segno che mi ha fatto capire quanto sia importante la preghiera e quanto sia stato per me un mezzo potente. Dopo aver superato i problemi fisici, causati dalla mia malattia ho riiniziato a vivere per me è stata una vera rinascita, perché ho iniziato a vedere le cose da un punto di vista diverso. Non mi sentivo mai sola. Gesù era sempre con me e stato un punto di forza nella mia vita, sia per comprendere l’amore nella mia vita sia verso gli altri.
Mi sono sentita come se dentro avessi qualcosa, come se avevo vissuto una parte molto importante di tutto questo percorso. Questo percorso l’ho vissuto prevalentemente a San Giovanni Rotondo, un paese molto caloroso e accogliente che mi ha fatto sentire costantemente la presenza di Padre Pio. Sono stata aiutata anche la mia mamma in questo percorso di fede ho visto lei cambiata anche più di me. Abbiamo affrontato tanti ostacoli nella vita, ma abbiamo sempre creduto che con l’aiuto di Gesù nella preghiera era possibile superarli. Ci sentivamo più forti in Gesù. Credo anche che la vocazione di aiutare gli altri abbia determinato la scelta del mio percorso universitario. Sono laureata in farmacia che per me non è mai stata solo una facoltà , ma proprio qualcosa in cui credevo e sono stata sempre decisa e sicura che il mio percorso era perfetto per me, per quello in cui credevo e per quello che voglio e che posso fare per gli altri. Negli ultimi due anni di università , nelle mie esperienze all’estero ho sentito molto, molto, forse mai così tanto da aver bisogno di non sentirmi sola per potercela fare.
E infatti così è stato, mi sentivo di essere protetta. Non so come spiegare un qualcosa che per me era naturale. Il 15 marzo di quest’anno mi sono laureata e da subito sapevo che la mia tesi volevo dedicarla a Gesù, che mi ha regalato la possibilità di raggiungere questo traguardo. Spero ogni giorno di poter trasmettere al mio prossimo l’amore che Gesù ci insegna. E la stessa forza che 14 anni fa era stata trasmessa a me con la preghiera. Vi ringrazio di cuore.
Luciana:
“Visto che siamo in questo luogo dove nasciamo noi, dove nascono tante sofferenze. Volevo intanto ringraziare tutti voi che continuate a seguirci in questo gruppo da 14 anni e chi vuole continuare a seguire perché stasera è la serata della fine di maggio. Però noi continueremo a pregare, come ha detto don Gigi, per malati e sofferenti tutto l’anno. Poi volevo ringraziare tutti gli operatori sanitari, i medici, infermieri che ogni giorno, con la loro professione, la loro missione, continuano a lottare per la nostra vita. Ringraziare ovviamente i sacerdoti che ci seguono in questo cammino spirituale, don Gigi, don Max. Perché, ripeto, per noi è importante per la nostra crescita. E quindi volevo ringraziare veramente questa serata che ci avete dato questa opportunità a me e Martina di testimoniare quello che abbiamo vissuto nella vita e speriamo di poter condividere con tante altre persone. E prima del buonanotte ti volevo dare un messaggio su una frase sulla preghiera che penso che condivideremo tutti.
La preghiera è l’arma più potente contro le prove e la medicina più efficace contro le malattie, è il regalo più prezioso per qualcuno che ami.
Grazie e buonanotte.
